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La rabbia può uccidere… e può fare vincere una gara.

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LA RABBIA PUÒ UCCIDERE…
e può fare vincere una gara.

Autore: Luciane Dos Santos | Categoria: Amore e altre confusioni | 5 Minuti di lettura



Se proviamo ancora rabbia, paura e colpa potremmo avanzare l’ipotesi che stiamo vivendo qualche allucinazione. Nessun problema, siamo in tanti! In questo articolo darò speciale attenzione alla rabbia, che è uno dei sintomi che più ricorda la nostra origine primitiva. Arrabbiarsi con le situazioni o con le persone, significa subire la chimica prodotta da un istinto primordiale: difesa + attacco = sopravvivenza.


 

La rabbia può fare più male delle sigarette quando non viene ammessa o riconosciuta.


Non prendere la battuta sul serio, ma il veleno della combinazione ormonale contenuto nella rabbia è in grado di provocare tante malattie quanto altre tossine dannose. La questione ormonale è studiata da tempo e ci saranno sicuramente altre conferme in futuro. La rabbia può anche essere comparata allo stato di cecità. Quando veniamo coinvolti da ricordi che provocano rabbia, per esempio, è come se entrassimo in un’allucinazione personale o emozionale che genera una specie di cecità.


 

 

Il corpo umano è stato intelligentemente progettato a recepire la possibilità di scatenare la combinazione ormonale che risulta nella rabbia, per difendersi. Diciamo che è una componente di fabbrica preistorica. Non ci sono stati errori nella progettazione umana e la rabbia è un’energia che deve servire a generare forza. La forza provocata dalla rabbia può diventare determinazione e volontà, quando trasformata intenzionalmente.


Una volta trasformata, la rabbia può essere vista come un combustibile che ci farà correre e vincere la gara.


Mi piace paragonare il senso di rabbia ad un forte vento, che può essere pericoloso e distruggere tutto ciò che incontra nel suo passaggio, ma che serve anche ad alzare le vele di una barca o per produrre energia.


Tutti noi abbiamo già visto nei film persone fragili e insicure che, in preda ad un attacco di rabbia, riescono a reagire ed invertire una situazione a loro favore. Non voglio affermare che ci serve provare rabbia, ma, se la proviamo ancora e non la trasformiamo in qualcos'altro, diventiamo ciechi.


La rabbia potrà essere estinta solo attraverso l’evoluzione.

Il deterioramento della rabbia non guarita può svilupparsi in rancore e prolungarsi per molti anni e diventare una memoria. Può generare eventi plasmati ad essa, quadri ripetitivi e malattie per essere tramandata ai discendenti, come ci spiega l’epigenetica.


Tutto il sistema interno di comunicazione delle persone viene compromesso quando gli ormoni della rabbia prendono il sopravvento: le parole infuriate, ad esempio, coinvolgono gli ambienti modificando il campo energetico. La sensazione sgradevole ed il pesante effetto di un rancore trattenuto (rabbia vecchia), può originare uno stato confusionale relativo a ciò che è veramente successo in passato provocando alterazioni della realtà. A questo punto, è facile rientrare nel ruolo della vittima, che ha creato le vittime della sua rabbia.


Il vittimismo è una forma di rabbia inversa. Addossare la colpa agli altri crea continue catene risonanti.


Per aggirare la rabbia ed i suoi effetti di colpa e vittimismo, o per iniziare a conoscerla meglio, è importante non negarla. Quando ripetiamo mentalmente: “in questo momento provo rabbia”, stiamo identificandola con la mente e le parole, nel presente. A questo punto, la rabbia non è più padrona della situazione, ma è stata scoperta dal suo nascondiglio.


Anche se non siamo ancora esperti nella conversazione interiore, possiamo iniziare ammettendo ciò che proviamo, dicendo a voce alta il perché proviamo quella emozione. Condividi il Tweet

Possiamo utilizzare la forza prodotta dalla rabbia in modo intelligente, per esempio attraverso lo sport, la musica, l’arte o qualche altra attività creativa. Smaltire questo combustibile è un modo intelligente per renderlo utile a tutti.


Non è impossibile trasformare la rabbia in forza, oppure, scoprire che non è nemmeno nostra, ma ereditata.


Lavorando su di noi possiamo arrivare ad una grande decisione: scegliere di essere gestiti o essere i gestori della nostra storia. La rabbia, che non esiste solo a livello personale, ma anche collettivo, regionale, etnico e culturale può essere usata per manipolare interessi. Volete fare un esperimento? Guardando il telegiornale è inevitabile non provare rabbia, paura o colpa… comunicate strategicamente per questa fine. Le gigantesche bolle di rabbia e paura collettiva alimentano se stesse e imprigionano le menti. E’ quasi inevitabile non sottostare a questa bolla di pensiero primitivo, ma già che ci siamo… perché non trasformarla?


 

 

 

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Luciane Arboitte dos Santos
Luciane Arboitte dos Santos
Una delle caratteristiche di Luciane è giocare con il vocabolario portando i suoi allievi a comprendere quel che dice oltre l’errore. Non è solo una questione di linguaggio per il fatto di essere straniera, lo stesso avviene quando parla la lingua madre, il portoghese. Dopo anni di ascolto “straordinario” i suoi allievi hanno iniziato a scrivere una lista di parole ed espressioni proferite nelle sue lezioni.

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