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5 Motivi per i quali alle volte siamo “troppo disponibili”

Chi di noi non ha vissuto una situazione dove offriva il meglio di sé e non è stato valorizzato? Suppongo che tutti siamo passati per questa esperienza e se facciamo mente locale può darsi che succeda sin dall’infanzia. Ho individuato cinque dei motivi che possono spiegare questa dinamica:

1) La necessità di apprezzamento – Poiché non apprezziamo abbastanza noi stessi cerchiamo “gli applausi” negli altri. Guardando indietro nel tempo comprenderemo che essere “bravo” era il nostro “dovere”, dunque si tratta di un componente di fabbrica che è dentro di noi, nei geni. Se avessimo avuto sempre l’approvazione di tutti, nessuno di noi cercherebbe di liberarsi dalla dipendenza di essere “infallibile” e apprezzato. Meno male che succede.

2) Paura dell’abbandono – l’umano è un animale da branco. Essere lasciato da parte per pochi è un sollievo, ma per la maggior parte è un dolore. Per evitare di essere dimenticato e per continuare a far parte del gruppo (qualsiasi somiglianza con l’asilo nido non è mera coincidenza), abbiamo la tendenza a dare e fare oltre il necessario. Alla fine questa disponibilità viene vista dagli altri come debolezza e … sai come funziona in natura, no? Il debole minaccia la specie e viene soppresso. Meno male che succede.

3) Nascondere una verità – se abbiamo dentro di noi una vergogna di qualcosa che non ammettiamo, avremo l’istinto di coprirla con la nostra bontà o disponibilità. Il risultato è che, oltre alla vergogna, si aggiunge il senso di svalutazione. Sostenere la maschera per nascondere come siamo veramente stanca il braccio, è faticoso. L’unico segno che ci può dare il mondo per farci capire che dobbiamo affrontare qualcosa, è giustamente la risposta degli altri nei nostri confronti. Meno male che succede.

4) Necessità di approvazione – La paura di sbagliare e fallire ci fa cercare l’approvazione degli altri. Il senso di perpetua interrogazione e la paura del brutto voto, ci mantiene in ansia da prestazione. Vogliamo raggiungere un valore che ancora pensiamo di non avere. Se gli altri ci approvassero sempre non ci renderemo mai conto di non avere bisogno del loro parere. Meno male che succede.

5) Egocentrismo – dare, dire e fare oltre a quello che serve e che ci viene chiesto, è anche un modo per sentirsi superiore agli altri. La necessità di essere superiore indica che non lo siamo. Camuffati da buoni e umili manipoliamo le persone per fini egoici. Meno male che succede.

Chiave di inversione:

Ogni volta che ti renderai disponibile con il tuo lavoro, consigli, beni materiali, corpo, tempo e non verrai apprezzato, non soffrire… è segno che devi rivedere perché lo hai fatto e aggiustare in te, qualcosa che non hai ancora visto. Meno male che succede.

Poi, quando diamo il meglio di noi e non siamo amati, apprezzati, visti o corrisposti arriva quella ondata di autostima “imposta” che ci fa comprendere una sola cosa: tu sei la miglior cosa che ti sia successa a prescindere da cosa vedono gli altri.. Pensieri InversiI Tre tempi di Coerenza. IMA Publishing 2016.

A presto, Luciane Arboitte dos Santos

Luciane Arboitte dos Santos
Luciane Arboitte dos Santos
Una delle caratteristiche di Luciane è giocare con il vocabolario portando i suoi allievi a comprendere quel che dice oltre l’errore. Non è solo una questione di linguaggio per il fatto di essere straniera, lo stesso avviene quando parla la lingua madre, il portoghese. Dopo anni di ascolto “straordinario” i suoi allievi hanno iniziato a scrivere una lista di parole ed espressioni proferite nelle sue lezioni.

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