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Pokemon GO e la realtà inversa

Una nuova tecnologia arriva sempre pari ai neuroni delle generazioni più giovani … sembra proprio il corso naturale dell’evoluzione. Le novità, di solito, non sono mai rifiutate dai “nuovi”. Se i “meno nuovi” si adeguano, non diventano mai vecchi, ma aggiornati.

Ora ci tocca fare i conti con Pokemon Go. L’applicazione arrivata per i bambini è stata scaricata da milioni di adulti di tutto il mondo … Incomincia il gioco ed il terrore non può restare in silenzio: farà male, moriremo in un incidente, controlleranno la nostra vita ….

Ah, ma allora chi non gioca a Pokemon Go rimane vivo? Non è controllato dal governo oscuro e non vedrà la sua mente soccombere a pensieri ripetitivi? Insomma …

Ci sono altri giochi mentali come la paura, la colpa e la rabbia che ci controllano molto di più delle applicazioni. Almeno queste ultime le apriamo e chiudiamo a nostro piacere. Non riusciamo veramente a vedere le cose al di là della loro apparente sfumatura mortale?

Non è possibile percepire come tutto ciò ci sta dicendo che dentro di noi qualcosa è cambiato a livello cognitivo e percettivo? Oppure, che il noioso mondo insopportabilmente reale ha i suoi giorni contati?È utile ammettere che siamo entrati in un tempo dove quello che ci interessa è la connessione con il mondo intero.

Abbiamo paura del “governo unico”, ma sogniamo vivere senza bandiere … abbastanza incoerente … Negli anni “Ottanta”, quando John Lennon lo cantava nel testo di Imagine, ci piaceva tanto! Sarebbe possibile, al meno per qualche minuto, staccare l’emozionale e osservare le cose senza paura? Stiamo dentro la storia, tutto è storia.

Qualcosa sta succedendo e sappiamo che, se le tradizionali forme di comunicazione/educazione non si adegueranno alle nuove generazioni, queste proseguiranno comunque, e cambieranno le tradizionali forme di comunicazione/educazione. I libri scolastici pesano e rappresentano (in tutti i sensi) un mercato vecchio. Le applicazioni sono più divertenti.

Provate ad immaginare se, invece di mandare i bambini a scuola con la neve, ci fosse una applicazione divertente dove imparare da casa tutto ciò che devono, giocando. Tipo quella di Pokemon Go, per esempio.

Fa paura? Il futuro ti fa paura? Io avrei più paura delle tradizioni immutabili e delle fonti ufficiali di un mondo morto che regolano cosa dobbiamo dire, pensare, mangiare e soprattutto combattere! Ecco, la maggior forma di controllo la vedo nel conflitto. Il conflitto di essere continuamente nella difesa di qualcosa che non ha bisogno di essere difesa, se esiste. Come la libertà interiore di essere ciò che sei, per esempio.

Perché annoiarsi a scuola e imparare testi a memoria se ora abbiamo Google University, per qualsiasi età? Internet ci ha resi schiavi ma ci ha anche liberati. Siamo schiavi solo di ciò che temiamo e non conosciamo. Siamo schiavi quando dipendiamo da qualcosa. Ma la dipendenza non esiste se le sue cause non ci sono.

Il processo evolutivo e tecnologico è veloce, meno male! Forse non siamo pronti a cogliere il beneficio di questa velocità, fermandoci nella negazione di ciò che ancora non conosciamo. I rapporti commerciali, il business, l’educazione, la medicina, la famiglia… non potranno fare finta di nulla. Questi eventi virtuali che coinvolgono le masse indicano qualcosa di preciso. Non sono sicura che la gente vuole ancora solo comprare o vendere … le persone vogliono sapere chi sono e perché lo sono. Le persone vogliono parlare fra di loro e di loro.

Invece di terrorizzarsi con la lista di pericoli, sarebbe il caso di conoscere ed osservare che l’unica cosa che, alla fine, sta succedendo è che le persone che cercano Pokemon in giro, forse si stanno divertendo. Stanno comprando una realtà virtuale per iniziare a comprendere che anche la realtà materiale non è altro che un gioco.

Non siamo nati solo per fare soldi, siamo qui per giocare a scoprire chi riesce a comprendere il gioco, il vero gioco della vita. Il terrore è il gioco preferito creato dalle menti che diffondono paura.

Direi che può bastare avere prudenza, cautela, intelligenza e poi … tutto si spiega oppure … si piega. La paura di perdere le certezze e la paura di perdere la paura è ancora grande, ma l’evoluzione è inarrestabile. Questa nostalgia ed il mantenimento delle memorie rallenta il processo evolutivo. Non serve dimenticare, ma serve lasciar andare, smettendo di pensarci su.

Il passato era bello?

Io non tornerei indietro nemmeno un giorno della mia vita. Fare il check-in dal telefono e non dover fare la fila in aeroporto… è troppo bello!

Poter parlare con i miei fratelli e con mia madre che, dall’alto dei suoi settantatré anni, usa WhatsApp per mandarci un selfie ogni settimana, sul gruppo della famiglia, è davvero fantastico. No ragazzi, isteria a parte, facciamo quattro conti.

Quello che sta succedendo non è altro che un cambiamento del sistema di comunicazione e del linguaggio interno dell’essere umano. È disordinato perché è all’inizio.

Possiamo smettere di vedere morte ovunque e comprendere che, se una persona di CINQUANTASEI anni, esce di casa per raccogliere Pokemon, sta facendo un’Inversione immensa nella sua mente … e magari si mette a fare la passeggiata che il medico gli raccomandava già da tempo. E se muore sotto un’auto, non succede nulla … verrebbe comunque seppellita prima o poi. Gli umani muoiono.

Possiamo rilassarci un po’ e pensare che tutto questo cambiamento sia un raggio di luce inviato dall’arcangelo Michele, trasferendo il nostro potere a qualche entità. Oppure, possiamo pensare che siamo già tutti morti, come in Lost e che questa vita sia solo un ricordo. Per me la seconda opzione è la buona. Se sono già morta non ho paura di morire.

Attendiamo un miracolo, ma il miracolo lo vediamo quando scattiamo un selfie; quando non abbiamo più vergogna di vedere la nostra faccia e accettiamo chi e come siamo.

Io non ho scaricato la app di Pokemon Go, non ne avrei il tempo, perché ora sto giocando Matrix in diretta. Il tempo mi permette solo Candy Crash e sono felice di sapere che ci sono ancora mille livelli da superare! Sarei triste se arrivasse alla fine. Rilassiamoci un po’ per “morire” in pace e continuare questo gioco di livelli infiniti anche dopo il game over.

Apri gli occhi e prendi un Pokemon; è invisibile ma può essere lì davanti a te, come tutte le risposte che cerchi e le persone che puoi amare. Poi scaricarti un aggiornamento mentale e diventare un umano meno noioso.

Luciane Arboitte dos Santos
Luciane Arboitte dos Santos

Una delle caratteristiche di Luciane è giocare con il vocabolario portando i suoi allievi a comprendere quel che dice oltre l’errore. Non è solo una questione di linguaggio per il fatto di essere straniera, lo stesso avviene quando parla la lingua madre, il portoghese. Dopo anni di ascolto “straordinario” i suoi allievi hanno iniziato a scrivere una lista di parole ed espressioni proferite nelle sue lezioni.

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