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Madre made in Italy 1 – Sensi di colpa

Quando la natura ha creato le madri ha inserito la colpa come componente di fabbrica? O sarà una credenza pensare che le madri debbano assumersi il ruolo di santa?

In questi ultimi anni, studiando il comportamento delle persone, soprattutto delle madri, attraverso l’INL, ho potuto riscontrare alcuni aspetti che penso sia utile condividere.

Come madre, sono la prima a mettermi in gioco e ad inchinarmi davanti alla divina colpa.

Perché cavolo dobbiamo sentirci sempre così?

a) Nessuno spiega alle mamme che l’insoddisfazione sessuale e personale che il loro programma epigenetico materno crea è una recita, un’ombra nei loro occhi che verrà percepita, giustamente e soprattutto, dai loro figli.

b) La stanchezza e lo stress finiscono per fermare la ruota del mulino. Farai finta che vada tutto bene, ma siccome la natura è perfetta vedrai che qualcosa andrà storto per dirci di cambiare strada.

c) L’essere umano nasce già con un debito verso chi lo ha cresciuto, allattato, partorito, alimentato, pulito, e sofferto per lui…. e glielo ricorda sempre, in caso il discendente dovesse dimenticare il suo dolore.

d) La donna (soprattutto italiana) dal momento in cui diventa madre, diventa martire e subito santa.

e) Con la maternità, le ragazze (di tutte l’età) cambiano linguaggio, perché dalla nascita dei loro figli devono condividere con tutti quanto loro non dormano, non mangino, o mangino in più, non riposino, non vivano… Come se solo per il fatto di essere madri e donne fossero diventate entità portatrici di dolore (poveri uomini).

f) Se non soffri non sei brava?

g) Qualcuno ha detto che con la nascita di un figlio la vita della donna finisce…beh….questi era un killer. La vita non finisce, non finisce nemmeno se il figlio ha un handicap o se la vita del figlio finisce. La vita di una madre libera delle paure è la cosa migliore che possa esistere per i suoi discendenti e anche per il mondo. Essere madre non è appartenere ad una categoria diversa o speciale di umani. La madre non è meglio del padre. Essere madre è naturale, così come è naturale non esserlo.

h) Le madri italiane sono vittime della colpa perché cercano la perfezione Made in Italy ®. La ricerca della perfezione può essere vista anche come complesso di inferiorità ereditato.

i) Le madri provano colpa anche perché si comparano l’una con l’altra. Perché vogliono che i loro figli siano i migliori (o quanto meno i non peggiori). Vogliono sentirsi dire che i figli sono “bravi”, perché questo è ciò che è mancato loro… così diventano educatrici ventiquattro ore su ventiquattro…..e morbidi cuscini soffocafigli.

j) Non si rilassano perché sembra che ci sia una videocamera nascosta a riprenderle.

k) Nessuno aiuta o insegna a queste umane che possono lasciar perdere la sfida fra di loro e che l’errore del figlio è il loro maestro. Anche se ripeterà l’anno scolastico la rotazione della Terra non cambierà e la specie non sarà minacciata…ma la vergogna di cosa dirà la gente…

l) Quanto più vogliono usare i figli come trofeo più questi figli percepiscono che non sono visti o amati. Sono strumenti di vanità e di frustrazione. La perfezione non significa amore.

m) Intelligenza è amore.

n) L’intelligenza accoglie l’aspetto umano senza paura…come per dire ai figli: “vada come vada io ti amo”, oppure “non essere bravo, ma sii felice.”

o) Non serve comparare le pagelle del figlio con quelle degli altri perché la pagella è un foglio di numeri ed i figli sono ben altro che valutazioni. Forse dietro ad una pagella piena di dieci c’è un bimbo massacrato di ore e ore di compiti, danza, calcio, nuoto e vanità materna. Insegnano la comparazione e la competizione facendo aumentare il bullismo o la depressione nei figli.

p) Competono e sfidano le maestre interrompendo o bloccando un processo che appartiene ai figli e non a loro (poi su le maestre scriverò un altro articolo).

q) Cosa manca? Fiducia in se stesse, amore, sesso, femminile, leggerezza, abbracci, risate e una donna che sbaglia senza paura di insegnare la cosa più importante ai loro figli: essere umani.

r) No ai compiti delle vacanze. Le vacanze sono un momento per imparare dall’esempio e dalla gioia.

Luciane Arboitte Dos Santos – Sistema Didattico Inverso

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